Di Lia Gialanella
Allora, stavolta bisogna riconoscerlo, Giullarte c’è. E’ un dato di fatto.
Io come sempre, non ci sono, ma mi è stato detto che la manifestazione stia riuscendo bene.
Ho trovato, inoltre, molto elegante la scelta di seguire il tema della filmografia Felliniana, un vero colpo da maestri, un tocco di classe che merita, davvero, tutto il mio plauso ed il mio consenso.
Giullarte c’è! Nonostante i pochi soldi, nonostante i debiti, nonostante le polemiche, nonostante l’assenza nel 2009.
Giullarte c’è e per fortuna esistono anche gli sponsor. Benedetti loro e chi l’ha inventati!
Provo ad immaginare l’atmosfera patinata del centro storico. La immagino sovrapposta ad istantanee, un po’ cupe e un po’ grottesche, di mangiafuoco dalle unghie nere di fuliggine e variopinti acrobati fluttuanti. Sì! Proprio quelli che Fellini ha eternato nelle sue pellicole.
Giullarte c’è e la gente partecipa, la gente coopera, la gente dona.
Giullarte c’è e la tradizione è salva, a testimonianza che, quando si vuole, alle cose ci sia arriva.
Giullarte c’è e il resto no, ma non voglio polemizzare oggi. Oggi è un giorno di festa e la festa va santificata.
Domani, si. Domani, magari, parleremo d’altro.
Domani, il sipario sarà chiuso e la scena sprofonderà nuovamente nell’eco del vuoto sul palcoscenico del silenzio.
Giullarte c’è e grazie a lei, fra saltimbanchi, mangiafuoco, funamboli e trombettisti, per oggi, è salvo anche l’arALDO!

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