sabato 11 settembre 2010
giovedì 9 settembre 2010
A difesa di una tradizione:Il mercato.
Di Antonio Prezioso Consigliere Comunale
Ieri sera è giunta la notizia che il TAR Salerno con apposto decreto, revocava i decreti precedenti che di fatto impedivano lo svolgimento del Mercato nella aree designate, consentendo in tal modo le vendite nella sola area di Parco delle Acacie. Stamattina i commercianti, gli alimentaristi in questo caso, che avrebbero potuto regolarmente vendere nell’area loro assegnata, per solidarietà con gli altri 86 commercianti ai quali era preclusa tale possibilità, hanno tenuto chiusi i loro punti vendita". Lo dicde in una nora il consigliere comunale Antonio Prezioso. "Purtroppo - aggiunge - la concessione a far aprire solo il 50% delle attività di vendita è l’ennesima beffa a danno dei commercianti e degli atripaldesi. Lo storico mercato del Giovedì subisce l’ennesimo danno, a causa della condotta sconsiderata dell’amministrazione Laurenzano, che dapprima con la mancata costituzione dinanzi al TAR, ha favorito l’ordinanza di sospensione delle delibere di chiusura della strada, ed oggi continua a prendere decisioni i improvvisate ed incomplete. Spero sia chiaro che il danno di immagine che si sta perpetrando a danno di Atripalda è enorme, il Mercato del giovedì che da secoli ha rappresentato una vetrina per la nostra città e l’ha condotta a ricoprire il ruolo di città del commercio per antonomasia in irpinia, sta subendo dei danni senza precedenti. Invito i cittadini atripaldesi a destare la propria attenzione sulle vicende che si stanno consumando in queste settimane. Sempre più persone si recano in altri mercati a fare la spesa, sempre più commercianti ambulanti sono orientati a cambiare aria. Ero e resto convinto che il mercato del giovedì è un valore aggiunto per il commercio a posto fisso atripaldese ed è rappresenta una possibilità di risparmio per i cittadini atripaldesi. Pertanto invito il Sindaco a convocare il Consiglio comunale luogo deputato ad affrontare tale questione, come già richiesto dalle opposizioni consiliari la scorsa settimana. Il sottoscritto è in prima fila a difesa della tradizione che ha fatto grande Atripalda negli anni".
martedì 7 settembre 2010
De la morte del Mercato del Giovedì
Di Antonio Prezioso Consigliere Comunale
Molto spesso negli ultimi giorni mi ritrovo a pensare a cosa sarebbe successo se, il Consiglio Comunale di Atripalda, avesse recepito il referendum consultivo sul mercato e disposto il ritorno dei commercianti nelle aree che storicamente hanno occupato il giovedì, ovvero piazza Umberto I e strade adiacenti. Innanzitutto avrebbe significato che la mia linea sarebbe stata maggioritaria(ricordo che in quella seduta io votai per il ritorno in piazza), ma purtroppo la ferma convinzione della maggioranza di centrosinistra, unito all’incertezza di alcuni consiglieri comunali di minoranza, hanno fatto si che il mercato fosse delocalizzato ai confini con Avellino in quella strada, via San Lorenzo, che oggi è al centro di un contenzioso giudiziario tra amministrazione ed un imprenditore che si sente in qualche modo danneggiato dalla chiusura di 5 ore della strada al traffico veicolare. Ma come è “noto” con i se e con i ma non si è scritto la storia. Ed eccoci qui alle prese con l’ennesima “grana atripaldese” che giovedì scorso ha portato alla sospensione del mercato. Tante parole, tante chiacchiere e tante carte sono state mandate in giro. In un incontro con le associazioni di categoria dei commercianti ambulanti, si è più che altro celebrato un processo, nella sede sbagliata però, dove sono state spiegate le posizioni di tutte le parti in causa, ma nessuno è stato in grado di dirci cosa accadrà giovedì prossimo, se i commercianti devono approvvigionarsi di merce e se i cittadini atripaldesi possono programmare una capatina al mercato per fare le proprie compere alimentari e non, nessuno ci ha spiegato cosa accadrà nell’attesa che la giustizia amministrativa si esprime nel merito della vicenda e parliamo di mesi. Purtroppo questa incapacità di affrontare le cose nel giusto modo, questa incapacità di programmazione e gestione sono il leit motiv di questa giunta che ormai ci ha abituato ai suoi sfaceli. Ma questa volta la posta in campo è altissima, in quanto non parliamo di tutelare un singolo imprenditore, l’amministrazione o i commercianti che animano la fiera del giovedì, ma parliamo di una TRADIZIONE, di un TRATTO CARATTERISTICO della nostra città, stiamo giocando con l’esistenza dello storico Mercato del giovedì di Atripalda, che nei decenni ha contribuito ad accrescere la fama di Atripalda come città a vocazione commerciale, che per anni ha contribuito ad attirare gente da tutta la provincia, ha contribuito a fare da vetrina per i nostri siti culturali e anche per le attività commerciali a posto fisso. Ormai ben poche cose caratterizzano in positivo Atripalda, l’ultima la sta sopprimendo lentamente una classe dirigente miope che, chissà per quale ragione ha deciso di marginalizzare questa tradizione centenaria al grido di : ormai la gente va nei supermercati. Tanto che qualcuno ipotizza una precisa strategia di “assassinare” questa tradizione proprio col fine di favorire i supermercati atripaldesi che evidentemente danno lavoro alle uniche persone che stanno a cuore a questa amministrazione. Vox populi. L’atteggiamento dell’amministrazione comunale è agghiacciante, dopo non aver avuto la “capacità” di nominare, in tempo utile, un legale che tutelasse i nostri interessi dinanzi al TAR, determinando in tal modo il decreto di sospensione della chiusura al traffico della strada e successivamente la dichiarazione di nullità della delibera di consiglio comunale che trasferiva il mercato nell’attuale sede, giovedì scorso, “più veloce della luce”, a mezzogiorno produce, fa stampare e poi affiggere i manifesti che rassicurano tutti gli atripaldesi sull’intenzione di voler tutelare e difendere il Mercato, additando il malvagio imprenditore che vuol far chiudere il Mercato.
Ormai è chiaro a tutti che siamo di fronte alla pura incapacità di chi ci amministra e che l’ennesima debacle dovrebbe indurre la giunta intera a fare un paso indietro e togliere il disturbo rassegnando le dimissioni, perché vorrei ricordare che assassinato il Mercato del giovedì, ben poco resterà da amministrare ad Atripalda.
Molto spesso negli ultimi giorni mi ritrovo a pensare a cosa sarebbe successo se, il Consiglio Comunale di Atripalda, avesse recepito il referendum consultivo sul mercato e disposto il ritorno dei commercianti nelle aree che storicamente hanno occupato il giovedì, ovvero piazza Umberto I e strade adiacenti. Innanzitutto avrebbe significato che la mia linea sarebbe stata maggioritaria(ricordo che in quella seduta io votai per il ritorno in piazza), ma purtroppo la ferma convinzione della maggioranza di centrosinistra, unito all’incertezza di alcuni consiglieri comunali di minoranza, hanno fatto si che il mercato fosse delocalizzato ai confini con Avellino in quella strada, via San Lorenzo, che oggi è al centro di un contenzioso giudiziario tra amministrazione ed un imprenditore che si sente in qualche modo danneggiato dalla chiusura di 5 ore della strada al traffico veicolare. Ma come è “noto” con i se e con i ma non si è scritto la storia. Ed eccoci qui alle prese con l’ennesima “grana atripaldese” che giovedì scorso ha portato alla sospensione del mercato. Tante parole, tante chiacchiere e tante carte sono state mandate in giro. In un incontro con le associazioni di categoria dei commercianti ambulanti, si è più che altro celebrato un processo, nella sede sbagliata però, dove sono state spiegate le posizioni di tutte le parti in causa, ma nessuno è stato in grado di dirci cosa accadrà giovedì prossimo, se i commercianti devono approvvigionarsi di merce e se i cittadini atripaldesi possono programmare una capatina al mercato per fare le proprie compere alimentari e non, nessuno ci ha spiegato cosa accadrà nell’attesa che la giustizia amministrativa si esprime nel merito della vicenda e parliamo di mesi. Purtroppo questa incapacità di affrontare le cose nel giusto modo, questa incapacità di programmazione e gestione sono il leit motiv di questa giunta che ormai ci ha abituato ai suoi sfaceli. Ma questa volta la posta in campo è altissima, in quanto non parliamo di tutelare un singolo imprenditore, l’amministrazione o i commercianti che animano la fiera del giovedì, ma parliamo di una TRADIZIONE, di un TRATTO CARATTERISTICO della nostra città, stiamo giocando con l’esistenza dello storico Mercato del giovedì di Atripalda, che nei decenni ha contribuito ad accrescere la fama di Atripalda come città a vocazione commerciale, che per anni ha contribuito ad attirare gente da tutta la provincia, ha contribuito a fare da vetrina per i nostri siti culturali e anche per le attività commerciali a posto fisso. Ormai ben poche cose caratterizzano in positivo Atripalda, l’ultima la sta sopprimendo lentamente una classe dirigente miope che, chissà per quale ragione ha deciso di marginalizzare questa tradizione centenaria al grido di : ormai la gente va nei supermercati. Tanto che qualcuno ipotizza una precisa strategia di “assassinare” questa tradizione proprio col fine di favorire i supermercati atripaldesi che evidentemente danno lavoro alle uniche persone che stanno a cuore a questa amministrazione. Vox populi. L’atteggiamento dell’amministrazione comunale è agghiacciante, dopo non aver avuto la “capacità” di nominare, in tempo utile, un legale che tutelasse i nostri interessi dinanzi al TAR, determinando in tal modo il decreto di sospensione della chiusura al traffico della strada e successivamente la dichiarazione di nullità della delibera di consiglio comunale che trasferiva il mercato nell’attuale sede, giovedì scorso, “più veloce della luce”, a mezzogiorno produce, fa stampare e poi affiggere i manifesti che rassicurano tutti gli atripaldesi sull’intenzione di voler tutelare e difendere il Mercato, additando il malvagio imprenditore che vuol far chiudere il Mercato.
Ormai è chiaro a tutti che siamo di fronte alla pura incapacità di chi ci amministra e che l’ennesima debacle dovrebbe indurre la giunta intera a fare un paso indietro e togliere il disturbo rassegnando le dimissioni, perché vorrei ricordare che assassinato il Mercato del giovedì, ben poco resterà da amministrare ad Atripalda.
lunedì 6 settembre 2010
Solidarietà agli ambulanti di via De Conciliis
Di Andrea Marena circolo F.Cecchin
Solidarietà agli ambulanti di via De Conciliis che hanno raccolto firme ed hanno iniziato a fare lo sciopero della fame.L'amministarzione comunale di Avellino ha posto fine alla loro permanenza nella zona privandoli della possibilità di continuare a lavorare.
Ciò segna l'incapacità delle amministrazioni comunali a rispettare e ad immaginare una visione per tale categoria. Esempio più calzante ci viene dall' Amministrazione comunale di Atripalda che per mancanza di capacità e per poca lungimiranza ha fatto morire lo storico mercato del giovedi.
Solidarietà agli ambulanti di via De Conciliis che hanno raccolto firme ed hanno iniziato a fare lo sciopero della fame.L'amministarzione comunale di Avellino ha posto fine alla loro permanenza nella zona privandoli della possibilità di continuare a lavorare.
Ciò segna l'incapacità delle amministrazioni comunali a rispettare e ad immaginare una visione per tale categoria. Esempio più calzante ci viene dall' Amministrazione comunale di Atripalda che per mancanza di capacità e per poca lungimiranza ha fatto morire lo storico mercato del giovedi.
domenica 5 settembre 2010
Il fiume Sabato potrebbe essere il “fiore all’occhiello” del nostro comune.
Di Andrea Marena circolo F.Cecchin
Il fiume Sabato potrebbe essere il “fiore all’occhiello” del nostro comune. Potrebbe creare un’amena zona di passeggio lungo via Gramsci, attrarre più frequentatori per i locali e le zone del nostro paese…. Ma questi sono solo sogni, lontani dalla “magra” realtà in cui viviamo. È vero che Atripalda vive un periodo finanziario “in rosso”, ma è altrettanto vero che un’amministrazione comunale degna di tal nome “deve” garantire alla cittadinanza un contesto di vita salubre, caratterizzato, almeno, dalle più elementari necessità: la pulizia, prima, fra tutte. Ciò non accade affatto. Ho più volte segnalato l’assoluta mancanza di cura del fiume Sabato; non mi pare di rivolgere proposte eccessive all’attuale amministrazione, chiedo solo più controlli. . Chiedo, altresì, più accurate pulizie da parte dell’ASA. Non è bastato un articolo datato luglio 2008. Non mi stancherò mai d’insistere su tale punto, che ritengo fondamentale perché rivolto finalmente ai cittadini e non a problematiche che, come sta accadendo nell’attuale politica comunale, si allontanano dalle vere esigenze del popolo atripaldese. Anche in periodi di “economia in rosso” un’amministrazione comunale deve impegnarsi a creare per i cittadini condizioni ed ambiti di “vita vivibile”, altrimenti non è chiaro quali siano il motivo e lo scopo del suo continuare a governare. Forse, però, siamo noi i disattenti, forse l’amministrazione targata PD si è impegnata a garantire, pur con poveri mezzi, la tanto richiesta pulizia del Sabato: come dimenticare la “macabra” immagine di “povere pecorelle” che pascolavano nelle acque del nostro fiume, a pochi metri dalla sede dell’ARPAC. Forse abbiamo sbagliato a criticare a quella vista, forse le “povere pecorelle” sono gli unici lavoratori che le tasche del nostro comune possono permettersi
Il fiume Sabato potrebbe essere il “fiore all’occhiello” del nostro comune. Potrebbe creare un’amena zona di passeggio lungo via Gramsci, attrarre più frequentatori per i locali e le zone del nostro paese…. Ma questi sono solo sogni, lontani dalla “magra” realtà in cui viviamo. È vero che Atripalda vive un periodo finanziario “in rosso”, ma è altrettanto vero che un’amministrazione comunale degna di tal nome “deve” garantire alla cittadinanza un contesto di vita salubre, caratterizzato, almeno, dalle più elementari necessità: la pulizia, prima, fra tutte. Ciò non accade affatto. Ho più volte segnalato l’assoluta mancanza di cura del fiume Sabato; non mi pare di rivolgere proposte eccessive all’attuale amministrazione, chiedo solo più controlli. . Chiedo, altresì, più accurate pulizie da parte dell’ASA. Non è bastato un articolo datato luglio 2008. Non mi stancherò mai d’insistere su tale punto, che ritengo fondamentale perché rivolto finalmente ai cittadini e non a problematiche che, come sta accadendo nell’attuale politica comunale, si allontanano dalle vere esigenze del popolo atripaldese. Anche in periodi di “economia in rosso” un’amministrazione comunale deve impegnarsi a creare per i cittadini condizioni ed ambiti di “vita vivibile”, altrimenti non è chiaro quali siano il motivo e lo scopo del suo continuare a governare. Forse, però, siamo noi i disattenti, forse l’amministrazione targata PD si è impegnata a garantire, pur con poveri mezzi, la tanto richiesta pulizia del Sabato: come dimenticare la “macabra” immagine di “povere pecorelle” che pascolavano nelle acque del nostro fiume, a pochi metri dalla sede dell’ARPAC. Forse abbiamo sbagliato a criticare a quella vista, forse le “povere pecorelle” sono gli unici lavoratori che le tasche del nostro comune possono permettersi
Giullarte c’è
Di Lia Gialanella
Allora, stavolta bisogna riconoscerlo, Giullarte c’è. E’ un dato di fatto.
Io come sempre, non ci sono, ma mi è stato detto che la manifestazione stia riuscendo bene.
Ho trovato, inoltre, molto elegante la scelta di seguire il tema della filmografia Felliniana, un vero colpo da maestri, un tocco di classe che merita, davvero, tutto il mio plauso ed il mio consenso.
Giullarte c’è! Nonostante i pochi soldi, nonostante i debiti, nonostante le polemiche, nonostante l’assenza nel 2009.
Giullarte c’è e per fortuna esistono anche gli sponsor. Benedetti loro e chi l’ha inventati!
Provo ad immaginare l’atmosfera patinata del centro storico. La immagino sovrapposta ad istantanee, un po’ cupe e un po’ grottesche, di mangiafuoco dalle unghie nere di fuliggine e variopinti acrobati fluttuanti. Sì! Proprio quelli che Fellini ha eternato nelle sue pellicole.
Giullarte c’è e la gente partecipa, la gente coopera, la gente dona.
Giullarte c’è e la tradizione è salva, a testimonianza che, quando si vuole, alle cose ci sia arriva.
Giullarte c’è e il resto no, ma non voglio polemizzare oggi. Oggi è un giorno di festa e la festa va santificata.
Domani, si. Domani, magari, parleremo d’altro.
Domani, il sipario sarà chiuso e la scena sprofonderà nuovamente nell’eco del vuoto sul palcoscenico del silenzio.
Giullarte c’è e grazie a lei, fra saltimbanchi, mangiafuoco, funamboli e trombettisti, per oggi, è salvo anche l’arALDO!
Allora, stavolta bisogna riconoscerlo, Giullarte c’è. E’ un dato di fatto.
Io come sempre, non ci sono, ma mi è stato detto che la manifestazione stia riuscendo bene.
Ho trovato, inoltre, molto elegante la scelta di seguire il tema della filmografia Felliniana, un vero colpo da maestri, un tocco di classe che merita, davvero, tutto il mio plauso ed il mio consenso.
Giullarte c’è! Nonostante i pochi soldi, nonostante i debiti, nonostante le polemiche, nonostante l’assenza nel 2009.
Giullarte c’è e per fortuna esistono anche gli sponsor. Benedetti loro e chi l’ha inventati!
Provo ad immaginare l’atmosfera patinata del centro storico. La immagino sovrapposta ad istantanee, un po’ cupe e un po’ grottesche, di mangiafuoco dalle unghie nere di fuliggine e variopinti acrobati fluttuanti. Sì! Proprio quelli che Fellini ha eternato nelle sue pellicole.
Giullarte c’è e la gente partecipa, la gente coopera, la gente dona.
Giullarte c’è e la tradizione è salva, a testimonianza che, quando si vuole, alle cose ci sia arriva.
Giullarte c’è e il resto no, ma non voglio polemizzare oggi. Oggi è un giorno di festa e la festa va santificata.
Domani, si. Domani, magari, parleremo d’altro.
Domani, il sipario sarà chiuso e la scena sprofonderà nuovamente nell’eco del vuoto sul palcoscenico del silenzio.
Giullarte c’è e grazie a lei, fra saltimbanchi, mangiafuoco, funamboli e trombettisti, per oggi, è salvo anche l’arALDO!
L'estate last minute di Atripalda
Di Andrea Marena circolo F.Cecchin
"Continua l'estate last minute di Atripalda, anche il centro storico vivrà per soli tre giorni, con il rinnovato appuntamento di Giullarte. Il festival dell'artigiano del centro storico pone chiaro il confronto con l'attualità: non può definirsi centro un luogo in realtà divenuto marginale nella vita amministrativa e sociale del nostro paese". "L'estate atripaldese durerà solo tre ore. Giusto il tempo di godere della visione di tre film in villa: tutto qui". "Continua a diffondersi sempre più l'immagine di una Atripalda pigra, grigia, negata ai giovani continuano del resto le solite giustificazioni politiche circa il forte deficit che dissangua il bilancio comunale. Ma non è giusto che un deficit creato da amministratori dissennati ricada sugli atripaldesi e limiti le possibilità della nostra bella cittadina! Del resto neanche le giustificazioni finanziarie reggono: insomma è stato possibile destinare diecimila euro alla protezione civile solo per vedere la stessa brillare d'assenza nel disastroso allagamento che accompagna ogni pioggia in via Pianodardine gia denunciata dal consigliere comunale di atripalda Prezioso. Ma non è invece possibile destinare niente di più al programma estivo atripaldese. Non è questo un argomento inutile; animare i luoghi della nostra cittadina significa creare punti di aggregazione per i giovani che invece ogni sera e soprattutto nei week-end emigrano alla ricerca di divertimento altrove".
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